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14 Luglio 2021

Uno sguardo sul mondo / Attualità

5 min.

Irene Jacca, 14 Luglio 2021

Uno sguardo sul mondo / Attualità

5 min.

Irene Jacca, 14 Luglio 2021

Il 14 luglio nelle parole di una rital :
Cosa ci viene in mente quando sentiamo parlare di Rivoluzione francese.

Siamo un’azienda di elettronica di consumo, e per giunta siamo pure italiani: lo sappiamo, ma abbiamo comunque deciso di scrivere un articolo per celebrare il 14 luglio a modo nostro. Non che ci piaccia giocare a fare i Barbero della situazione, ma questo evento ha decretato la fine dell’Ancien Régime e posto le basi per la nascita della società così come la conosciamo oggi — laica (più o meno…), liberale e democratica. E poi, visto che i tempi del liceo sono lontani, un ripassino generale non può che far bene! Perciò, ecco a voi la Rivoluzione francese in pillole: 5 cose che tutti associamo a uno degli eventi più “caldi” della storia moderna — scatenate i commenti! 💣

14 Luglio 2021
14 Luglio 2021

1. La Presa della Bastiglia

Per la maggior parte di noi, è l’essenza stessa della rivoluzione. Il 14 luglio del 1789 la prigione parigina è presa d’assalto dal popolo in rivolta. A scuola ci insegnano che l’edificio è l’emblema della tirannia reale, e che di conseguenza abbatterlo è un gesto carico di significato metaforico. In realtà, in quel momento, la Bastiglia è quasi completamente vuota, tanto che i pochi prigionieri che riescono a scappare vengono immediatamente riacchiappati. E allora a che pro? Semplice: la polvere da sparo. I simboli e gli ideali hanno il loro fascino, ma la rivoluzione si fa a colpi di fuoco! In ogni caso, l’anno dopo l’Assemblea nazionale decide di commemorare l’evento, istituendo la Festa della Federazione: durante questa celebrazione, il re Luigi XVI si impegna ufficialmente, davanti al popolo e ai deputati, a promulgare una costituzione. Beh, sappiamo tutti che le cose, alla fine, prenderanno un’altra piega …. E infatti bisognerà aspettare il 1880 perché la ricorrenza diventi la festa nazionale francese.

Bisognerà aspettare il 1880 perché la ricorrenza diventi la festa nazionale francese.

2. La ghigliottina

Una delle prime cose che ci vengono in mente, pensando a questo periodo storico, è la faccia dei giacobini arrabbiatissimi, che si divertono a tagliare teste a destra e a sinistra per vendicarsi dei torti subiti da nobiltà e monarchia. Ma la rivoluzione non è sanguinaria sin dal principio, e Luigi XVI e famiglia per i primi tempi godono di relativa tranquillità. L’Assemblea nazionale, infatti, è inizialmente composta da girondini e montagnardi. I primi sono decisamente più ragionevoli e pacifici dei loro colleghi: non desiderano l’abolizione della monarchia tout court (perché potrebbe rivelarsi utile per combattere le potenze straniere alla frontiera), ma la promulgazione di una costituzione e l’abbattimento dei privilegi nobiliari. La loro diplomazia, però, ha vita breve, perché i montagnardi prendono il potere con un colpo di stato (1792) e fanno saltare le teste della famiglia reale (1793) e di tutti coloro che si oppongono più o meno apertamente al nuovo regime. Quindi sì, in effetti la ghigliottina fa strage!

14 Luglio 2021
14 Luglio 2021

3. Robespierre

Il suo nome è quasi sinonimo della rivoluzione stessa, o meglio della sua degenerazione più violenta. Montagnardo accanito, non ha dubbi sulla necessità di mettere fine alla monarchia, promulgare una costituzione e rifiutare qualunque compromesso. Dopo essere stato eletto membro della Convenzione (l’assemblea costituente), una volta caduta la monarchia, entra a far parte anche del Comitato di Salute Pubblica — in pratica, l’organo esecutivo del nuovo governo rivoluzionario, addetto all’eliminazione fisica di tutti i nemici (tra cui, ovviamente, i famosi girondini!). Inizia una guerra civile passata alla storia come periodo del Terrore. Diciamo che, nonostante le sue buone intenzioni nei confronti del popolo, i francesi non apprezzano troppo la deriva autoritaria di Robespierre, e decidono dunque di restituirgli il favore, riservandogli lo stesso trattamento da lui offerto ai suoi concittadini…!

4. Liberté, égalité, fraternité

È il motto ufficiale della Repubblica francese, e una delle espressioni più conosciute al mondo. Ma da dove viene questa formula? Dall’articolo 1 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, firmata, appunto, nel 1789: «Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull'utilità comune». Molte costituzioni, tra cui la nostra, si sono ispirate a queste parole, tanto semplici (con il senno del poi) quanto toccanti. C’è solo un piccolo problema: a ben vedere, i diritti non erano proprio di tutti! Olympe de Gouges se ne accorge, e due anni dopo rilancia con la Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina — in pratica, un piccolo promemoria del fatto che parlare di uguaglianza, quando poi le donne non possono neanche votare, non ha molto senso. Tanto più che, come scrive lei stessa nell’articolo 10 — pochi anni prima di essere ghigliottinata — «la donna ha il diritto di salire sul patibolo; deve avere anche quello di salire in Tribuna».

14 Luglio 2021
14 Luglio 2021

5. La Marsigliese

Se la rivoluzione fosse una musica, sarebbe senza dubbio la Marsigliese. Il Canto di guerra per l’armata del Reno, composto da Rouget de Lisle dopo la dichiarazione di guerra della Francia contro l’Austria, deve il suo nome alle truppe marsigliesi che lo intonano mentre rientrano trionfanti a Parigi (1792). Adesso è l’inno nazionale francese, e anche il più conosciuto e cantato al mondo. La sua popolarità è dovuta soprattutto all’universalità del testo: la parola “francesi”, infatti, compare solo due volte, e questo ne facilita l’adattamento a qualunque contesto di oppressione della libertà dei cittadini. Non a caso, nonostante il diffuso e rinomato astio nei confronti dei cugini d’oltralpe — inasprito, in epoca moderna, dagli incontri/scontri calcistici — non c’è italiano che non abbia intonato almeno una volta “Allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé”!

Buon 14 luglio a tutti i francesi da Einova!

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